Google Ads per aziende: perché molte campagne non rendono e come farle funzionare

Google Ads ha un vantaggio enorme rispetto a quasi tutti gli altri canali: ti mostra alle persone nel momento esatto in cui stanno cercando quello che vendi. Chi scrive “preventivo parquet” o “commercialista per partite IVA” ha già un bisogno, e sta scegliendo a chi rivolgersi.
Eppure molte aziende hanno campagne attive da anni con risultati deludenti. In questo articolo ti spieghiamo come impostare Google Ads per aziende in modo che porti clienti, e perché spesso il problema non è Google, ma tutto quello che c’è intorno.
Il ruolo di Google Ads: raccogliere la domanda
Se Meta Ads serve a creare interesse in chi non ti conosce, Google Ads serve a raccogliere la domanda che esiste già. Per questo funziona benissimo quando le persone cercano attivamente il tuo prodotto o servizio, e meno quando nessuno sa ancora che esisti.
Le due piattaforme non sono in competizione: lavorano meglio insieme. Meta fa nascere la domanda, Google la intercetta.
Perché le campagne Google Ads non portano clienti
Un’azienda di parquet che seguiamo aveva campagne Google Ads attive da anni e una spesa importante. Risultato: al massimo una richiesta al mese. Quando abbiamo analizzato l’account, abbiamo trovato problemi che vediamo spessissimo:
- parole chiave troppo generiche, che portano clic da persone che cercano altro;
- annunci uguali a quelli dei concorrenti, senza un motivo per scegliere proprio te;
- landing page deboli: si spende per il clic e poi la pagina non convince;
- nessun tracciamento delle conversioni, quindi nessuna idea di cosa funzioni;
- nessuno che richiami subito chi lascia una richiesta.
Dopo aver ricostruito strategia, landing page, funnel e inserito la richiamata istantanea del setter, le richieste sono passate a circa 7 al giorno.
Come impostiamo Google Ads per un’azienda
1. Le parole chiave giuste
Partiamo dalle ricerche che indicano un’intenzione concreta: chi vuole un preventivo, un appuntamento, un acquisto. Escludiamo le ricerche che portano solo curiosi, e organizziamo le campagne per servizio e per zona.
2. Annunci che spiegano perché scegliere te
Nello spazio di un annuncio devi dire cosa ti rende diverso: la specializzazione, le tempistiche, la garanzia, la vicinanza. Un annuncio che potrebbe essere di chiunque viene cliccato da chiunque, o da nessuno.
3. Landing page dedicate
Ogni campagna porta a una pagina costruita per quella ricerca, con un unico obiettivo: trasformare il clic in una richiesta. Mandare tutti in homepage è uno dei modi più rapidi per sprecare budget.
4. Search, Shopping e Performance Max
Per chi offre servizi usiamo soprattutto le campagne sulla rete di ricerca. Per gli e-commerce aggiungiamo Shopping e Performance Max, che sfruttano l’intelligenza artificiale di Google su più canali. Per una macelleria online, questa combinazione ha contribuito a un ROAS di 42,19.
5. Tracciamento delle conversioni
Registriamo ogni richiesta, chiamata e vendita, e quando possibile colleghiamo i dati del CRM per dire a Google quali contatti sono diventati davvero clienti. Così l’algoritmo impara a cercare persone simili.
Google Ads anche nel B2B
Anche chi vende macchinari o servizi ad altre aziende può usare Google Ads con ottimi risultati. Per un’azienda che vende plotter di stampa da 250.000-300.000 euro abbiamo potenziato Google Ads, il canale della domanda consapevole, affiancandolo a Meta, Instagram e LinkedIn: le richieste sono passate da 3 a 50 al mese.
Corrispondenze e parole chiave negative
Su Google Ads non scegli solo le parole chiave, ma anche quanto le ricerche devono assomigliare a quelle parole. Una corrispondenza troppo ampia porta molti clic irrilevanti, una troppo stretta perde ricerche utili.
Altrettanto importanti sono le parole chiave negative: i termini per cui non vuoi comparire. Chi cerca “lavoro”, “gratis”, “fai da te” o “corso” spesso non è un cliente. Rivedere ogni settimana i termini di ricerca reali e aggiungere le esclusioni è uno dei modi più semplici per non sprecare budget.
Quality Score: perché la pertinenza fa risparmiare
Google premia gli annunci pertinenti. Se la parola chiave, l’annuncio e la landing page parlano della stessa cosa, il punteggio di qualità sale, e con lui scende il costo per clic. È il motivo per cui organizziamo le campagne per servizio e creiamo pagine dedicate: annunci e pagine specifici costano meno e convertono di più.
Campagne locali e Google Business Profile
Per un’attività locale, Google è spesso la prima porta d’ingresso. Oltre alle campagne sulla rete di ricerca geolocalizzate, è fondamentale curare la scheda Google Business Profile: orari, foto, servizi, risposte alle recensioni. È quella scheda che compare sulle mappe quando qualcuno cerca un servizio vicino a sé.
Le recensioni pesano molto. Per un salone di bellezza che seguiamo, un sistema automatico di richiesta recensioni dopo ogni visita ha portato le recensioni Google da 11 a 327.
Remarketing e YouTube
Chi ha visitato il tuo sito senza contattarti può essere raggiunto di nuovo con il remarketing, sulla rete display di Google e su YouTube. È un modo efficace per restare presenti mentre la persona valuta, soprattutto per acquisti importanti che richiedono tempo.
Come leggere i risultati di Google Ads
- Termini di ricerca: cosa hanno scritto davvero le persone che hanno cliccato.
- Tasso di conversione: quanti clic diventano richieste o vendite.
- Costo per conversione: quanto paghi ogni contatto o vendita.
- Quota impressioni: quante volte compari rispetto a quanto potresti, utile per capire se il budget è sufficiente.
Domande frequenti su Google Ads
Quanto costa un clic su Google Ads?
Dipende da settore, concorrenza e zona. Più che il costo del clic conta il costo per cliente: un clic caro che porta clienti vale più di dieci clic economici che non portano niente.
Google Ads o SEO?
Google Ads porta risultati da subito, la SEO costruisce visibilità nel tempo. Spesso conviene partire con Google Ads e lavorare in parallelo sulla SEO.
Ho campagne attive da anni ma pochi risultati: cosa faccio?
Fai analizzare l’account, le landing page e il percorso dopo il contatto. Nella maggior parte dei casi il problema è nella strategia o in ciò che succede dopo il clic, non nella piattaforma.
Qual è il budget minimo per Google Ads?
Dipende dal costo dei clic nel tuo settore e nella tua zona. Il budget deve permettere di raccogliere abbastanza clic e conversioni per capire cosa funziona; altrimenti i dati non bastano per decidere.
Posso gestire Google Ads da solo?
Tecnicamente sì, ma la piattaforma tende a suggerire impostazioni che aumentano la spesa. Senza esperienza su parole chiave, esclusioni, tracciamento e landing page è facile spendere molto e imparare poco.
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