Come rilanciare un e-commerce: il caso di un brand di divise sanitarie diventato leader nazionale

A volte, per rilanciare un e-commerce, non serve una campagna in più. Serve ricostruirlo. Sito lento, pubblicità senza strategia, nessuna relazione con i clienti dopo il primo acquisto: quando i problemi sono tanti, intervenire su uno solo non basta.
Questo è il caso di un brand che produce e vende online divise mediche sanitarie. Quando ci ha contattati, nel 2021, il prodotto era forte, ma tutto il resto andava rifatto. Nel 2023 l’azienda ha superato i 3.000 clienti e il mezzo milione di euro di fatturato. Ecco come siamo riusciti a rilanciare un e-commerce pezzo per pezzo.
Il punto di partenza: un prodotto distintivo senza un sistema intorno
Il cliente produce divise sanitarie pensate per chi lavora in corsia ogni giorno: comode, moderne ed eleganti, in un settore dove l’attenzione al design era quasi assente. Il founder voleva far crescere davvero l’azienda con strategie digitali strutturate e sostenibili. Il potenziale c’era. La crescita, no.
I tre blocchi che fermavano la crescita
Dall’audit iniziale sono emersi tre blocchi precisi.
Acquisizione
Non c’era un’analisi di mercato e del target, le piattaforme pubblicitarie erano gestite in modo inefficiente, le campagne non avevano una strategia profittevole e mancava un modello di budget sostenibile. Risultato: crescita imprevedibile e non scalabile.
Conversione
Anche quando il traffico arrivava, non si trasformava in vendite. La presenza online era quasi inesistente, l’e-commerce era lento e poco intuitivo, e le decisioni di marketing non erano supportate da un’analisi economica reale.
Retention
Non esisteva nessuna infrastruttura di relazione con il cliente: nessuna automazione, nessuna strategia email, nessun calendario di invii, nessun processo per far tornare chi aveva già comprato.
Il problema non era il prodotto. Era l’assenza di un ecosistema capace di trasformare quel valore in crescita reale.
Come abbiamo rilanciato l’e-commerce
Abbiamo lavorato su tutti e tre i blocchi, con un ordine preciso: prima le fondamenta, cioè sito e conversione, poi l’acquisizione, poi la relazione con il cliente.
1. E-commerce ricostruito da zero: da PrestaShop a WooCommerce
Abbiamo ricostruito il sito passando da PrestaShop a WooCommerce, per avere un e-commerce più snello e personalizzabile. Grazie all’analisi di mercato lo abbiamo progettato per rispondere ai dubbi reali degli utenti e rendere l’acquisto facile e veloce.
2. Più ordini e ordini più ricchi
Abbiamo introdotto la sezione “Completa il tuo look” nelle schede prodotto per attivare il cross-selling e aumentare l’ordine medio. E abbiamo reso la guida alle taglie più chiara, per ridurre l’indecisione al momento dell’acquisto.
3. Prima Meta Ads, poi Google Ads
Una scelta che a molti sembra controintuitiva. Senza notorietà e senza ricerche sul nome del brand, lanciare subito Google Ads avrebbe significato sprecare budget su un pubblico che non sapeva ancora di cercarti. Abbiamo quindi investito prima su Facebook Ads per farci conoscere e generare ricerche, usando strutture di test per trovare l’impostazione, i contenuti e l’angolo comunicativo più efficaci. Dopo qualche mese abbiamo introdotto Google Ads come canale stabile.
4. Contenuti che convertono
Abbiamo guidato il cliente nella creazione di creatività orientate alla conversione, testando diversi angoli comunicativi sulla base di trend e competitor. E gli abbiamo messo a disposizione una rete di partner: fotografi, videomaker e content creator.
5. WhatsApp come leva di conversione
Abbiamo introdotto un customer care su WhatsApp durante l’acquisto, per rispondere a dubbi e obiezioni in tempo reale, e flussi automatici di recupero dei carrelli abbandonati. La scelta è nata da un dato concreto: il supporto diretto in chat era tra gli elementi con più impatto sulla chiusura degli ordini.
6. Email marketing automation con Klaviyo
Con Klaviyo abbiamo costruito flussi email segmentati in base al comportamento d’acquisto e alla fase del percorso cliente, per aumentare conversioni, ritorno e valore del cliente nel tempo.
7. Un customer care formato per vendere
Abbiamo formato il customer care interno perché l’assistenza diventasse una leva attiva di vendita e fidelizzazione: dubbi, richieste e obiezioni gestiti in tempo reale.
8. Dashboard in tempo reale
Infine, il monitoraggio quotidiano dei dati chiave, per ottimizzare di continuo e dare al cliente una visione sempre aggiornata del progetto.
I risultati: oltre 500.000 euro e più di 3.000 clienti
Nel 2023 l’azienda ha superato i 3.000 clienti e raggiunto mezzo milione di euro di fatturato. Oggi è riconosciuta a livello nazionale come uno dei migliori player del settore, con un database di iscritti in crescita, e si prepara a entrare nel mercato internazionale.
Cosa insegna questo caso a chi vuole rilanciare un e-commerce
- Il problema raramente è il prodotto. Spesso è il sistema che lo sostiene.
- Ogni leva deve lavorare con le altre. Advertising, e-commerce, contenuti, email, automazioni e customer care non sono attività separate.
- Si decide sui dati, non sulle intuizioni. Monitoraggio costante e ottimizzazione continua permettono di crescere in modo sostenibile.
Domande frequenti su come rilanciare un e-commerce
Conviene passare da PrestaShop a WooCommerce?
Dipende dal progetto. In questo caso la migrazione ha permesso di avere un sito più snello e personalizzabile, costruito sulle domande reali degli utenti.
Perché partire da Meta Ads e non da Google Ads?
Perché un brand poco conosciuto non ha ricerche sul proprio nome. Meta ha creato notorietà e domanda, poi Google Ads ha raccolto le ricerche generate.
WhatsApp aiuta davvero a vendere online?
In questo caso sì: il supporto in chat durante l’acquisto era tra gli elementi con più impatto sulla chiusura degli ordini, e i flussi WhatsApp hanno aiutato a recuperare i carrelli abbandonati.
Il tuo e-commerce ha bisogno di ripartire?
Spesso il problema non è il budget, non è il mercato e nemmeno il canale. È il sistema. Leggi il caso studio completo oppure prenota una sessione strategica gratuita.
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